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Smorti Roberto
Pittore in Villamagna




smorti
Locandina
   
invito  

L’ ultimo dei Macchiaioli 

Il pittore che dipinge il canto degli uccelli senza rappresentarli sulla tela           Roberto  Smorti nei suoi quadri rappresenta la natura nella sua completezza,        ti rende partecipe del dipinto, ti fa entrare nel suo mondo con i colori, i profumi,      il vento che muove le foglie, il treno che fischia festoso, l’allegria dei suoi personaggi come solo un macchiaiolo riesce a fare.

Per coloro che hanno avuto la fortuna di seguirlo durante le sue scampagnate,       e lo hanno visto dipingere potrebbero dire che si fondeva nel paesaggio, la mano imbrattava la tela ma il suo sguardo era altrove per cogliere la poesia che fa di ogni suo quadro una vera opera d’arte, unica ed irripetibile. L’emozione che trasmette     è come quella di una lettera d’amore tanto attesa, riesce a farti tremare le gambe     e palpitare il cuore come un amante desiderato.

Già apostrofare Roberto come macchiaiolo potrebbe essere una classificazione      di pittore impressionista, ma non è solo questo, lui è ancora di più, dipinge          il dinamismo, dipinge la musica della natura, potremmo dire che c’è sinestesia nelle sue tele e infine c’è amore, perché ogni donna che rappresenta per quanto vestita ne percepiamo le forme. Dal vestito traspaiono le curve aggraziate e generose delle sue protagoniste, sembra quasi sia lì a corteggiarle, a complimentarsi con loro di tanta bellezza e lo spettatore diventa un attore protagonista di questa scena rimanendone affascinato e incantato dalla bravura del pittore nel saper trasmettere tutte queste emozioni.

Ci sono dei quadri che sembra raccontino una novella nel caminetto,              sia rappresentando l’interno di una colonica, o una barca ormeggiata lungo l’Arno, che siano delle belle turiste sul ponte vecchio o il chiasso in centro a Firenze dove non passa più nessuno, ognuno racconta una storiella in vernacolo fiorentino che ti riporta a un tempo che fu facendoti volare con la fa

 

A Firenze, come in tutta la Toscana, aprendo una qualsiasi finestra che affaccia su di uno scorcio, o su un paesaggio, sembra essere davanti ad un dipinto; quando ci troviamo davanti ad un quadro dello Smorti ci sembra di stare alla finestra.

ntasia.

Ecco chi è Roberto Smorti, un uomo che con il pennello ci ha racconta la toscana e in particolar modo Firenze, come farebbe uno scrittore o meglio “ Un Poeta”.

 

Francesca Schirano

   

"Roberto Smorti è  caposcuola

di quella corrente figurativa 

di vivace collocazione naturalistica.

Ama dipingere all’aria aperta  dove è

il sentimento per la natura a prendere

il sopravvento,  dove luci ed ombre

dominano la scena.

Il suo accentuato spirito d’osservazione l

o pone in forte simbiosi organica

(materia colore e luce) fino a rappresentare 

paesaggi di poetica suggestione

e di notevole impegno coloristico."

Roberto Lasciarrea, 2010

LA MIA TERRA

 

 

la tua bellezza con il cuore

e ascoltare, in silenzio,

il tuo canto d’amore.

Vedo bovi nei campi e cavalli in libertà.

Sull’aia la massaia chiama

 a raccolta polli e tacchini.

Socchiudo gli occhi,

per continuare a sognare.

Un profumo aspro-dolce di muschio

 inebria le mie narici.

 

Ti amo bella terra mia di Toscana.

 

R. Smorti

Quadro realizzato dal Maestro Smorti nel corso di pittura che ha tenuto a Pontassieve sulle nature morte.

 

 

 

 

 

Roberto Smorti,

 

un pittore che dipinge i suoi quadri ad olio all'aria aperta, nella campagna della

bella terra di Toscana.

Dalle sue mani, una pittura delicata e luminosa, che riveste le case,

i muri che circondano le stradine di campagna, le file degli alberi che

 corrono sui crinali dei colli, la distesa della città che si osserva

 dall'alto di un belvedere.

Pare che le sue mani carezzino le cose e le accendano sulle sue tele.

La sua ricerca di spazio, di cielo, di verde, quella dimensione che oggi

è così alienata dall'urbanesimo  aggressivo in cui siamo immersi,

fa di lui un nostalgico e un  sognatore, che salva e fissa nelle sue opere,

per gli altopiani della memoria, un mondo quasi perduto, certamente meraviglioso.